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sabato 22 dicembre 2012

..non più in grado di intendere e di volere..

..ha tracciato il profilo psicologico del’ex Presidente del Consiglio, affetto da un profondo narcisismo patologico che reca danni a se stesso e alla collettività. “Un uomo adulto che per mesi ospita una minorenne assistito da un codazzo di persone non ha padronanza dei suoi comportamenti”, spiega Cancrini.. La persona non è più in grado di agire nel proprio interesse, né tanto meno in quello collettivo. Nel caso di Berlusconi questo si ripercuote sul suo ruolo istituzionale. Mi pare ci siano elementi di preoccupazione psichiatrica, sta veramente male. E l’aspetto sessuale è soltanto una parte del problema. Date le evidenze, dovrebbe essere sottoposto a un controllo.. Oltre a questo ha evidenziato in più occasioni tratti antisociali che emergono nell’attitudine alla menzogna spudorata e nel comportamento con le minorenni. Nutre per sé una tolleranza straordinaria e sviluppa paranoie di complottismo, ad esempio contro i magistrati. Tutto questo lo porta a manipolare la realtà.. Non capisco come riesca a vivere: sa di essere in una condizione di costante sorveglianza, eppure si mette nei pasticci chiamando al cellulare escort e ragazze. Potrebbe arrivare fino alla confusione mentale e alla totale perdita di controllo di sé, ma finché la sua corte gli consente di rimanere nel suo mondo immaginario manterrà un certo equilibrio.. E’ un uomo ricattabile, non libero, e non riesce ad avere una visione realistica del mondo. Manifesta una ostinata negazione dell’esistenza della crisi, non capisce. E ciò che pare legato al tentativo di mistificare è, più semplicemente, la difficoltà a percepire la realtà.. è magnanimo con chi lo adora e tremendo con chi gli si oppone, non ha capacità di valutare oggettivamente il significato dei comportamenti degli altri e diventa facile vittima di piaggeria. Luigi Cancrini psichiatra e presidente del Centro Studi di Terapia Familiare e Relazionale.

domenica 20 novembre 2011

Il finto patriottismo del PDL.


Il motivo per cui siamo arrivati ad un governo tecnico è evidente a tutti ed i peana al senso di responsabilità del piduista è peloso, l’esaltazione del suo passo indietro nell’interesse del paese è falso come i rolex che vendono in autostrada.
Gli unici che non possono porre condizioni, alludo a livello morale, etico, al governo dei tecnici è chi ci ha portati alla rovina negando per anni che ci sia la crisi, sino al punto di farci travolgere.
Se avessero veramente il senso dello Stato e non quello aziendale, unito a quello per i guai giudiziari del piduista bandito, dovrebbero stare zitti e sparire da televisioni e giornali lasciando lavorare il governo tecnico che certamente non è il massimo per chi è all’opposizione ma che, responsabilmente, viene appoggiato purchè ci sia discontinuità rispetto alla politica economica che ci ha portati sul baratro, sperando di non arrivare nel baratro.
Monti ha dichiarato: Chiederemo a chi ha dato di meno.
Ora, chi ha dato di meno lo sappiamo tutti, anche se non ne conosciamo tutti i nomi ma ci sono gli strumenti per chiedere, prelevare, pretendere, anche senza chiedere la carta di identità o la patente.
Immediatamente il Pdl ha posto delle condizioni, alcune alla luce del sole come il fatto di non volere la patrimoniale altre, ne sono certo, in maniera meno esposta nello stile di Gianni Letta che è proporzionalmente visibile quanto invisibili sono le sue trame nascoste e nonostante ciò gode della considerazione di molti, il Tom Hagen della famiglia Berlusconi.
Garanzie per le sue aziende e sulle intercettazioni, in pratica i suoi guai giudiziari, dimostrando che il vero motivo della scesa in campo dell’imprenditore più bravo del mondo, in seguito diventato il miglior premier degli ultimi 150 anni di storia d’Italia e prima uno dei migliori protagonisti della P2, è sempre e solo stato lo stesso, i suoi interessi e la lotta contro la giustizia, proteggersi dai suoi guai giudiziari.
Gli unici che possono, devono, porre condizioni al governo tecnico chiedendo discontinuità, ritorno alla democrazia ed al rispetto della Costituzione sono quelli dell’opposizione che per senso dello Stato e consapevoli della disperata situazione in cui si trova il Paese non hanno puntato alle elezioni rischiando, per via dei sacrifici, di giocarsi un po’ della popolarità acquisita grazie alle ladronerie, all’insipienza, agli interessi individuali e di parte che la maggioranza uscente ha praticato negli ultimi tre anni e mezzo di legislatura.
Si sono occupati solo ed esclusivamente dei guai giudiziari del bandito, appoggiati da una lega famelica di incarichi e poltrone e di regalie alla famiglia Bossi, gli 800.000 euro alla scuola Bosina mentre viene massacrata la scuola pubblica gridano ancora vendetta, e l’unica cosa che hanno fatto, alludo alla lega, per il nord è stato garantire uno stipendio di 16.000 euro al mese al figlio debosciato dell Umberto che, altrimenti, l’unica cosa che avrebbe potuto fare è farsi assumere in un autolavaggio dopo un corso di apprendistato.
Non so se tra gli avvocati, i mercenari, i peones, le donzelle del sultano elette nelle liste dell’utilizzatore finale, piduista, evasore, corruttore, barzelettiere , pedofilo ci sia qualcuno che abbia veramente il senso dello Stato e sia in grado, qualora si dovesse votare qualcosa di sgradito al bandito, di staccarsi dal partito del pensiero unico, mediasettistico, e votare nell’interesse del paese e non del caudillo di Arcore.
Se Versace, la Carlucci, i finiani, si sono staccati dal giogo di Arcore è probabile che all’interno ce ne siano ancora con un minimo di decoro e dignità che lo molli nell’interesse del Paese e non delle sue aziende.
Come gli italiani, una volta appurato che Mussolini è stato appeso in Piazzale Loreto, sono diventati tutti improvvisamente ed immediatamente antifascisti, escluse le dovute eccezioni alla regola, così la caduta del caudillo potrebbe far scoprire la democrazia e la Costituzione a tanti di quelli che, sino a ieri, gli sono stati complici e servitori fedeli.
Non è solo questione di poltrone, come nel caso della lega, è che gli esseri umani, alle volte, hanno dentro di sè una dignità, un senso morale di responsabilità verso il Paese, che durante la lunga festa del bunga-bunga pensavano di avere smarrito.
Vedere tanti italiani disposti al sacrificio, purchè ripartito equamente,  per il bene di tutti potrebbe far scoprire loro di non aver perso del tutto l’essenza attiva e positiva dell’essere umano, è stata solo una sbornia durata 18 anni che tra balli e spumante li ha allontanati dalla realtà.
Non posso credere, mi rifiuto di credere, che i parlamentari, la così detta casta, sia fatta di Scilipoti, la macchietta listata a lutto che si aggirava l’altro giorno tra i banche della Camera.
Se così fosse per il nostro Paese l’unica alternativa per salvarci sarebbe il napalm. Raderlo al suolo e ripartire.
Devo andare a studiare la storia ed il curriculum del nuovo ministro della giustizia, i problemi dell’economia li conosco ma, personalmente, mi preoccupa di più la Giustizia,  la Democrazia e la Costituzione.
Voglio sperare che non ci siano giochetti sottobanco.  da : http://slasch16.wordpress.com/

..è finita/o

Ad ogni aumento dello spread esultano come ai gol di Ibra perchè, secondo loro, tutto, questo dimostrerebbe che le colpe non sono del piduista, anzi sarebbe il martire della finanza e dei complotti. Come al solito i suoi affezionati clienti e sostenitori dimenticano che per tre anni e mezzo il piduista ha negato che ci fosse la crisi aggiungendo che, se anche ci fosse stata, l’Italia ne era fuori, l’aveva alle spalle grazie alla genialità di Tremonti e di Brunetta, i migliori del mazzo in mano al governo. Oggi ci accorgiamo che alle spalle abbiamo qualcosa di più sostanzioso della crisi e che le sparate che ministri e galoppini hanno fatto in tutte le sedi erano solo propaganda. Non hanno fatto niente e la situazione è precipitata, per accorgersene hanno dovuto guardare nella posta e leggere la lettera inviataci dall’Unione europea. In questi tre anni e mezzo invece di impegnarsi per al crescita, migliorare la scuola, creare opportunità di lavoro per i giovani, hanno passato il tempo, tutto il tempo, nella camera ed al Senato ad occuparsi dei problemi giudiziari del piduista, cercare di cambiare la Costituzione per tentare il golpe, fargli leggi su misura che lo proteggessero dai processi e tutto quello che già conoscete ed è inutile ripetere. Sembrava che il Paese, l’Italia, avesse solo due problemi, il fatturato delle sue aziende e difenderlo dalla giustizia. In questo pesantissimo impegno per affrontare il quale hanno avuto bisogno persino di Scilipoti e di qualche carneade che si è venduto per una scodella di polvere dorata la scena più tragicomica che si sia mai vista al mondo è stata quando la maggioranza ha votato che la telefonata fatta alla questura dal puttaniere pedofilo aveva valenza politico istituzionali in quando l’utilizzatore finale era convinto che fosse la nipotina di Mubarak. Lì, in quel momento, abbiamo capito che o sono una manica di coglioni oppure per il potere, per una poltrona, farebbero prostituire la madre, le sorelle e le figlie. I leghisti farebbero prostituire anche le trote. Il grande imprenditore che è sceso in campo per salvare la democrazia e l’Italia si è dimostrato per quello che è sempre stato, un imprenditore che ha fatto strada con la corruzione e le mazzette, che ha costruito la sua fortuna con la complicità della banca Rasini, della quale il padre era direttore, passata alla storia per essere la cassaforte della mafia e delle cosche, senza nemmeno uno sportello. In anni in cui non esisteva l’elettronica ed i computer sfortuna volle che la banca fosse chiusa e, quando si dice la combinazione, l’archivio con tutti i documenti inerenti ai movimenti, clienti ed investimenti, andasse a fuoco e restasse solo un mucchio di cenere. Quando la sfiga ci si mette nessuno può fermarla, nemmeno gli unti dal signore. Poi rapinò Villa San Martino alla marchesina Casati, erede minorenne dell’impero di immobili lasciategli dal padre dopo la strage di famiglia ed anche qui, quando si dice la combinazione, il destino, indovinate chi era il tutore degli interessi della Marchesina? Cesare Previti, l’avvocato che più tardi corruppe il giudice della sentenza Mondadori e che dovette dimettersi da deputato una volta passato a condanna definitiva. Per la cronaca la villa fu pagata 500 milioni di lire e due mesi dopo fu data in garanzia per un finanziamento alla Cariplo per 3 miliardi e mezzo di lire. Poi ci furono i 50 miliardi a Craxi per la legge sulle frequenze ed altre regalie del cinghiale passato alla storia per il moltiplicarsi del debito pubblico nazionale, quello che abbiamo sul groppone ancora oggi. Insomma il bravo imprenditore senza corruzioni e mazzette non avrebbe costruito nemmeno delle villette a schiera, altro che Milano2. Pensare che un elemento del genere è stato al potere per 18 anni grazie a milioni di italiani che lo hanno sostenuto portandoci alla rovina, un imprenditore malavitoso, evasore e corruttore, secondo loro, avrebbe dovuto guidare il Paese verso la libertà ed il benessere. La libertà ce la stavamo giocando a partire da quella di informazione, la Costituzione pure ed il benessere ha riguardato esclusivamente le sue aziende e qualche compare di affari più o meno loschi, se c’è dentro anche la mafia ce lo dirà la storia. Questo è il soggetto che i suoi fans nel web, forum, blog e siti cercano di far passare per un martire. Vogliono far passare il boia per l’impiccato. Io mi auguro che i suoi fans, che vediamo nella foto manifestare davanti al palazzo di Giustizia di Milano, passino al più presto a fare i loro raduni, con tanto di bandiere, davanti al carcere di San Vittore. Sarebbe la ciliegina sulla torta. Ovvio che la botte di amaro servirebbe alla loro digestione del rospo. da. http://slasch16.wordpress.com/

La Speranza È L’ultima A Morire.

Cosa possiamo sperare, cosa possiamo ragionevolmente prevedere per il futuro di una società in cui le regole sono un optional, l’illegalità è diffusa, le tasse vengono in gran parte evase, i valori sono stati scambiati col benessere, la coesione sociale è svanita, il servilismo e la prostituzione sono stati eretti a modello comportamentale, l’ignoranza e l’involgarimento galoppano? Lui è stato incapace di rendere un ultimo servizio al suo sfortunato paese e ad un continente che sarà sempre colpevole di avergli permesso tutto, fino ai limiti della decenza. Un tiranno voltafaccia, senza etica né morale che ha piegato lo Stato di Diritto e le istituzioni ai suoi interessi. Chiedo la sostituzione di TUTTI quei dirigenti che hanno ottenuto il loro ruolo grazie a scambi di favori, passaggi di denaro, ricompense per servigi resi al potente di turno. Ma anche tutti quelli che, pur competenti nei loro ruoli, hanno chiuso un occhio di fronte allo scempio della Costituzione, coloro che hanno votato leggi vergogna, coloro che si sono astenuti, mantenendo un piede in due scarpe, devono essere messi di fronte alle loro responsabilità e allontanati dalla Cosa Pubblica. Adesso bisogna solo sperare che vada via al più presto e che la sua catastrofica eredità nazionale non conduca alla distruzione totale dell’Europa, come fece il suo adorato Mussolini. La strada della democrazia, per me, è l’unica percorribile che faccia diventare la politica sociale, socialista, più forte dell’economia, delle banche, che detti regole, imponga tasse, che impediscano a banditi e speculatori di imporsi alla politica ed alla Costituzione come hanno fatto negli ultimi vent’anni. Certo che se andiamo a votare insoddisfatti, ipercritici, delusi, e ci facciamo convincere dalla propaganda del sistema che la politica è tutto uno schifo e sono tutti uguali vincerà sempre il sistema. Monti è un rappresentante del mondo capitalistico, diciamo pure della destra ma, esiste anche una destra etica, corretta, morale e rispettosa della Costituzione che non ha niente a che vedere con la banda di fascisti, banditi e piduisti che ha guidato l’Italia negli ultimi 18 anni. Io vorrei il socialismo, il comunismo, una società diversa ma, se devo scegliere tra un bandito piduista con i fascisti e la lega e Monti scelgo per tutta la via Monti. I più schifosi di tutti, non trovo altri aggettivi in questo momento, sono i leghisti che una volta scomparse le poltrone e le mangiatoie hanno riscoperto la secessione ed il parlamento della padania. Spero che i loro elettori abbiano imparato la lezione di questi ultimi anni dove si è espresso al peggio la politica clientelare, privata, nepotistica del gruppo dirigente della lega, Bossi in testa, che ha imposto l’idiota del figlio come consigliere regionale in carico alla collettività. Solo nei regimi totalitari o monarchici il figlio deficiente succede al padre dittatore o re per diritto acquisito. La lega non è una monarchia, di solito i nobili studiano, hanno una cultura anche se non condivisibile, la lega è una dittatura che non ha cultura e fonda il suo potere sulla xenofobia, il razzismo e l’interesse di bottega.

A Mai Più Rivederci, Silvio Berlusconi.

Avevo ragione! Certo avevo ragione a non fidarmi di quel ciarlatano imbonitore: la mia povera Italia è economicamente agonizzante e quel tale è stato smascherato, defenestrato tradito e deriso proprio perché l’ha ferita mortalmente nella sua dignità, nella sua credibilità e nella sue sostanze; ma essere dalla parte della ragione non basterà a risanarla ne basta a farmi gioire come dovrei, come speravo. Pur essendomi augurato per tanto tempo di vedere il signor Berlusconi smascherato nella sua inadeguatezza a governare una repubblica democratica, sbugiardato per le sue mirabolanti promesse non mantenute, defenestrato dal suo ufficio di presidente del consiglio dei ministri, tradito dai suoi tirapiedi pitocchi opportunisti, adesso che è successo mi sento oppresso, infastidito, quasi triste. la Nazione proverà a risollevarsi da quasi un ventennio di macerie morali e culturali, di miserie politiche e civili. Ebbene si, cittadino semplice Berlusconi, tu hai battuto tutti i record; sei stato il più cialtrone, il più vecchio, il più incapace, il più volgare, il più bugiardo, il più corrotto, il più ottuso, il più incompetente. Ma sei anche stato il meno brillante, il meno valido, il meno efficiente. Un record Silviuccio bello che nessuno potrà mai toglierti. Per diciassette anni hai bloccato un paese importante come il nostro anteponendo i tuoi intrallazzi privati all’interesse di tutti. Hai impedito contemporaneamente progresso e sviluppo, crescita e consapevolezza, trascinando una nazione nel fango. Hai portato la corruzione fin nel cuore della Repubblica, circondandoti di ministri incapaci, guasti e in odore di mafia. Hai sistemato le tue girls in posti di prestigio e responsabilità trattando il nostro paese come se fosse il tuo postribolo. Per lunghi tratti ci hai fatto vergognare di noi, della nostra storia, della nostra cultura, delle nostre tradizioni, della nostra lingua. Sei stato un evidenziatore, hai esaltato le deficienze di una nazione spacciandole per virtù. Sei andato in giro a dire che lo sterco era oro, la fogna un’oasi, il puzzo un gradevole olezzo, e a milioni ti hanno creduto per tutti questi anni. Tu li fregavi su tutto e loro ricambiavano portandoti le figlie sul lettone di Putin, tu elevavi la corruzione a sistema di vita e loro ti difendevano dai cattivi magistrati, tu li umiliavi trattandoli come plebe stracciona ma per loro eri sempre giovane, bello, alto, e con milioni di capelli. Lasci un paese disossato, isterico, fragile. Un paese sull’orlo del fallimento. Ci lasci in compagnia di chi ti ha sostenuto fino all’altro ieri e domani negherà di averlo fatto. I tuoi lacchè, i tuoi insopportabili servi o più semplicemente i criminali che ti hanno retto la coda in attesa dell’osso. Ci lasci con una crisi come non si era mai vista, un assedio finanziario che ci spolperà vivi, ci lasci con le batterie in riserva, i pozzi avvelenati e un futuro incerto ma noi ce la faremo lo stesso. Ce la faremo alla faccia tua perché siamo molto di più e molto meglio di come volevi ridurci tu. Penso a quanto debba essere tremendo finire così, a vedere tutta quella gente in piazza che festeggia la tua fine senza rabbia, cantavano Silvio, cantavano la tua dipartita, e sapendo che ciò che rimarrà di te sarà solo bunga bunga. A mai più rivederci, Silvio Berlusconi.

Piazza Pulita!

Berlusconi, in declino, grida: “Non finirà come nel ’94!”. Lo spero anch’io: non sopporterei la discesa in campo di un altro pifferaio magico. Voi lo sapete, tra i vostri conoscenti, tra i vostri amici, tra i vostri parenti, chi ha supportato il Sultano. Non dimenticatevene: quando non comanderanno più, non ci dovrà essere compassione per queste persone, che sono responsabili fino alla loro ultima azione pubblica (compiuta per convenienza, per malafede o per ignoranza – non c’importa). La democrazia sembra funzionar meglio laddove è coadiuvata dalla riprovazione etica verso i suoi pervertitori, no? Politici, inciucisti e finti oppositori, portaborse, servi zelanti, saltimbanchi e troie di regime, sedicenti giornalisti, pubblicitari e propagandisti d’ogni tipo, prelati, pseudo-intellettuali prezzolati, opinionisti un tanto al chilo, feltri e belpietri d’ogni risma, imprenditori, contenti evasori, cittadini ignavi o ignoranti d’ogni sorta. Di tutti dovrà esser fatta piazza pulita! Bisogna perciò che gl’italiani ci tengano a chiudere una buona volta i conti con loro stessi, non si devono fare prigionieri! Niente scialuppe di salvataggio per i cortigiani del sultano. E gettiamo a mare anche tutti quei finti oppositori che si stanno preparando a un nuovo inciucio. Non credo siano degli elettori traditi, ma dei deficienti, che hanno pensato – forse – che avrebbe fatto i “loro” interessi. Che Berlusca ci prendesse in giro era troppo evidente fin dall’inizio per dichiararsi ora “traditi”! e per chi evochi le parole di “pace” e non di “odio” ricordo che siamo stati definiti per anni “dei coglioni” “i bamba” e in ultimo “senza cervello”, e purtroppo non ho sentito le voci dei “moderati” a dire, non si trattano così quelli che non la pensano come noi!

E’ Davvero Necessario Prendere I Voti Dal Centro?

Io rimango di una Sinistra tutta mia, fatta di modernità e riformismo, coerenza e storia, solidarietà, antifascismo, pacifismo e sano socialismo. Che fare? E’ troppo pretendere di avere un movimento socialdemocratico serio? Non avvezzo a mille compromessi? E’ davvero necessario prendere i voti dal centro? Non basta pensare ad un movimento più vicino alla gente, intriso dei valori della sinistra italiana (innanzitutto dell’antifascismo) e guidato da gente seria? Non da persone che discutono su come chiamare una sedia a Bruxelles, gente seria, preparata, che dona emozioni e speranza (non false promesse). E’ troppo chiedere questo? E’ troppo pensare che se ci fosse un partito di idee e persone votato al futuro la gente forse smetterebbe di votare per dei cialtroni come Silvio e soci? Io racconterò sempre ai più piccoli cosa era il Partito di mio nonno e di mio padre. Racconterò di Gramsci, Di Vittorio, Vittorio Foa, Berlinguer… Parlerò delle lotte e delle speranze. Parlerò di cose “vere” che ci hanno sempre contraddistinto. Parlerò della sinistra che guarda al futuro tenendosi stretta il suo passato e i suoi valori. Io al solo pensiero, stupidamente, mi commuovo. In ogni caso io sono e sarò sempre di Sinistra. Non vi interessa? Lo so, ma io ho bisogno di ricordarlo a me stesso.

..falso, ipocrita e bugiardo...

In questi anni il nostro Presidente del Consiglio ha promesso milionate di posti di lavoro, un milione di qua, un milione e mezzo di là, 500 mila di giù, 800 mila di sù. Poi però c’è il mondo reale, purtroppo. Dopo 18 anni di potere papale, e tre anni ininterrotti di governo, ecco i nuovi dati Istat: disoccupati di tutte le età in aumento, 8,3%; disoccupazione giovanile al 29,3%, record in Italia, record in Europa, più di 10 punti sopra la media Ocse; tasso di inattività femminile che sfiora il 50%, una donna su due non trova lavoro, o peggio, rassegnata, non lo cerca nemmeno più. Ancora brutte notizie per gli italiani. Dopo i pessimi dati sull’inflazione e i rincari annunciati per energia elettrica e gas, ora arrivano quelli sulla disoccupazione. In particolare quella giovanile, un vero record. A conferma che il paese delle meraviglie che Berlusconi non perde occasione di descrivere è una pura invenzione del premier e della sua sgangherata maggioranza di governo.

..la scuola è finita..

Scuola: saranno le famiglie a pagare il conto della riforma Gelmini. Gli esiti di questa riforma sono in questi giorni sempre più visibili anche agli occhi dei semplici cittadini, dei genitori che improvvisamente si ritrovano con orari scolastici ridotti e impossibilità di effettuare attività scolastiche fondamentali per la crescita sociale e culturale dei propri figli. L’orario scolastico è stato quindi ridotto da 30 a 28 ore, eliminando le compresenze e tagliando anche sugli insegnanti di sostegno, nonostante il fatto che tutti i genitori avessero fatto richiesta per le 30 ore!!! Il bello deve ancora venire! Grazie Governo ladro. Nella scuola oggi tutto è in affanno: amministrazione centrale e periferica, dirigenze, docenze , uffici di segreteria, funzionamento, sicurezza, strutture scolastiche; e soprattutto sono in crisi i principi e le finalità educativi, l’architettura progettuale, la capacità di senso che la scuola deve sapere far emergere nelle giovani generazioni del nuovo secolo.Tutto ciò è già abbastanza evidente, ma la profondità dei guasti non appare ancora nella sua vera dimensione.E’ tempo che il mondo della scuola parli, che apra una vera discussione, che racconti quello che sta accadendo, che dica in pubblico quello che dice in privato. E’ davvero tempo di iniziare una vera e seria inchiesta sullo stato della scuola italiana, andando a guardare nella realtà quotidiana; e cioè nelle classi, nelle presidenze, nelle sale professori, nelle segreterie, dentro gli uffici provinciali e regionali, tra gli alunni e i loro genitori.Nonostante, ancora si resiste, ancora c’è gente che lavora con entusiasmo, che ha un senso del dovere, che sente che il lavoro con i ragazzi, per avvicinarli alla conoscenza, ai saperi ed alla cittadinanza è uno dei compiti più alti e stimolanti che si possa essere chiamati a svolgere. Dovremmo pensare a rilanciare le nostre scuole, per farle diventare i luoghi eletti in cui si scopre il piacere della conoscenze, il mondo che c’è intorno e che ci appartiene, la vita nella società;in cui si respirano e praticano libertà, democrazia, pensiero critico, responsabilità, diritti, doveri. Eppure tutto ciò, giorno dopo giorno, diventa sempre più difficile, ci sono altre priorità, che sono emergenze , accorpamenti, tagli, riduzioni del tempo scuola. Povera scuola pubblica!

..gli invisibili...

Meno siamo e meglio è, nessuno ci rappresenta ed il sistema gongola. Più siamo divisi e meno contiamo in politica e nel lavoro. Il sistema ringrazia sentitamente, vi abbraccia e vi coccola. Molti lavoratori, moltissimi proletari, altrettanti cittadini, non si sentono rappresentati nè dalla politica, nè dai sindacati. Nascono così gruppi frammentati che, non sentendosi rappresentati in modo adeguato, abdica dalla vita sociale, politica e lavorativa e sono vittime della politica stessa che non hanno voluto cambiare o combattere con il voto. Sono gli astenuto da tutto, tanto spirito critico sprecato per autolesionismo da rappresentazione, quelli che non sentendosi ascoltati o rappresentati scelgono di stare ai margini e diventano invisibili. Come i partiti della sinistra che tanto hanno fatto, litigato, puntualizzato, discusso, dal finire divisi e da fiume in piena sono diventati ruscelli che si seccano al sole. Infatti non sono nemmeno rappresentati in Parlamento, ogni tanto si ritrovano in qualche piazza e sembrano ad un raduno di reduci tra canti e bandiere. Poi ci sono gli estremisti della non rappresentanza che rifuggono da qualsiasi coinvolgimento politico, economico, sociale, non andando a votare. Ignorano, schifano, rifiutano la politica, non solo quella attuale è una cosa che va avanti da mezzo secolo, quelli che non vanno a votare per due ragioni: fanno tutti schifo e tanto non serve a niente. Ed il sistema economico-politico impera, prospera, loro rifuggono dalla politica, schifosa in parte ed hanno ragione, ma la politica non si dimentica di loro, non li lascia soli, si ricorda ogni giorno di loro ed infatti li bastona regolarmente e senza sbagliarne uno, a colpi di leggi e regolamenti li massacra ed alla fine risultano cornuti e mazziati. Lo dico con dispiacere. La campagna contro i sindacati, la foto ne è un esempio, è nell’interesse del sistema di potere, certamente il qualunquismo di massa è un corroborante per la politica marcia ed il sindacato complice di una politica fascioleghista che li emargina dall’appartenenza ad un popolo civile e che dovrebbe avere dei diritti. Sono gli extracomunitari del potere, del sistema, dell’economia e dovendo sopravvivere anche loro ricattabili come gli immigrati. Ma gli immigrati non hanno strumenti mentre quelli che si chiamano fuori da una scelta, anche riduttiva, della politica e dell’impegno gli strumenti gli avrebbero, ma non li vogliono. Questi strumenti sono costati lacrime e sangue, migliaia di morti nella guerra di Liberazione, nella Resistenza e loro non gli danno il valore ed il peso che meritano, che potrebbero avere nel cambiare la politica ed il sindacato. La borghesia, la finanza parassitaria, i padroni e coloro che decidono intorno ai loro tavoli dove si radunano, decidendo chi deve vivere o morire socialmente ed economicamente, sentitamente ringraziano. da: (http://slasch16.wordpress.com/)

..l'ora dei forconi..

Il giorno degli indignados, il giorno in cui milioni di persone in tutte le capitali e nelle principali città europee dicono basta alle banche, al neoliberismo, al capitalismo selvaggio. Chi chiede un cambiamento radicale della politica economica internazionale, a chi è disoccupato e vuole un lavoro, a chi invece è stanco di una politica estera fondata sulla guerra e sul sopruso. Una società civile più matura, dinamica, non più disposta a chinare la testa, ma anzi pronta a reclamare a gran voce un cambio di rotta alla propria classe dirigente. Perchè gli indignados cresceranno, insieme ai problemi globali e alla crisi. E allora, che faranno i vari Obama, Berlusconi, Merkel, Sarkozy? Instaureranno uno stato di polizia, ovvero un braccio di ferro con la società civile, oppure assisteremo a uno sgretolamento dei loro poteri? I politici, come i vecchi signori feudali, non ci cagano nemmeno di striscio. Solo quando cominceremo a sfondare i portoni dei loro castelli con torce e forconi allora cambieranno atteggiamento. Vogliamo una classe politica orientata al bene comune, che smetta di mentire su TUTTO. Siamo “indignados” perche’ denunciamo la “Peste italiana” ossia la degenerazione della repubblica. Non devono essere le banche o altri fantasmi gli oggetti dell’indignazione, bensì i palazzi del potere politico, poiché è lì, fra corruzioni, scambi clientelari e disonestà intellettuali che si consuma la tragedia del Paese.

..meschinità..

E alla fine Silvio Berlusconi riuscì nella sua ultima grande impresa, stravolgere le leggi dell’economia per assoggettarle a quelle del consenso, cosa possibile soltanto in Italia, dove a fronte del buonsenso non può che prevalere l’istinto di conservazione dell’estabilishment. Ecco che una manovra già di per sé teorica viene svuotata anche della teoria e praticamente si trasforma nel sogno tutto berlusconiano di difendere i suoi adepti, la sua immagine di “uomo che non chiede soldi” (li prende direttamente senza che la gente, perlopiù pensionati, se ne accorga, impegnata com’è, a dare la colpa all’euro). Nella nuova manovra non c’è aumento dell’IVA, sparisce l’odiatissima patrimoniale, la tassa per i ricchi che in realtà poi non erano nemmeno così ricchi, spariscono eventuali ritocchi all’Irpef, sparisce la tassa sui colossi statali energetici. Non c’è traccia di tassazione delle rendite, di incompatibilità fra cariche istituzionali, tutti possono essere contenti. La tasca dei signori della politica è salva. Poi nel più classico dei tormentoni berlusconiani arriva la “grande promessa”: l’abolizione di tutte le province ed il dimezzamento dei parlamentari, solo però con legge costituzionale, così che non si possa dire che la colpa sia solo del governo…Quando accadrà. Forse fra un anno o forse fra dieci, chi può dirlo. Basti per ora che la macchina del convincimento sia partita. E chi pagherà tutto ciò? Pensionati, cooperative, organizzazioni sociali, la gente comune. Perfino i laureati sconteranno, come è tradizione di questo governo, più delle veline, visto che non potranno più riscattare nulla. Eh già, perché tutto è stato tolto meno i tagli al pubblico, i ticket, la dilazione dei Tfr e la mannaia dei licenziamenti facili e dei contratti aziendali che tanto fa godere Confindustria e Marchionne, ora più uniti che mai. Mentre il popolo aspetta che passi la nottata, Berlusconi prepara un posto al Quirinale per sé ed uno a Palazzo Chigi per il suo fido Alfano. Ed è riuscito a far credere, grazie a gente come Penati e Tedesco, che la questione morale appartenga alla sinistra e non di certo a lui.

....tutti insieme...

Non accade solo in Italia. Eppure anche nel nostro Paese la corruzione pervade ogni angolo delle istituzioni politiche, i giovani faticano a raggiungere l’indipendenza economica necessaria ad una vita autonoma. Da noi, più che altrove, i giovani sono outsider tenuti fuori dal mondo del lavoro, dalla politica, dai processi decisionali. Ma non sono indignados di cui si parla in Europa e nel mondo. Non lo sono abbastanza. Perché? Il motivo risiede nella logica con la quale hanno insegnato loro a ragionare: quella per cui l’IO è più importante del “NOI”.Per cui prima di schierarsi, associarsi, lottare per qualsiasi ideale, occorre scegliere da che parte stare. Una scelta che deve essere fatta in base alla convenienza personale. E non potrà aversi, fin quando esiste questa logica, una Primavera Italiana, una rivoluzione culturale prima e socio-politica poi. Sarebbe necessario prima superare quell’individualismo che ha impedito finora ai giovani italiani di associarsi in nome di ideali più alti rispetto ai propri interessi imminenti o futuri. Occorrerebbe sentire un senso di sdegno e rifiutarsi di credere che tutto questo in fondo è ciò che ci meritiamo, che le cose non possano migliorare con un sforzo comune. Insomma gli outsider italiani dovrebbero essere meno rassegnati e più indignati.Il che non vuol dire abbandonarsi ad azioni violente, ma dimostrarsi disposti a battersi per le proprie idee di Paese e per i propri diritti.

..pussa via..

Il governo ha fatto di tutto per far saltare il referendum e poi di snobbarlo. Ma ha clamorosamente fallito, dopo anni arriva il quorum e arriva una legnata bestiale sulla sua linea governativa in materia di energia, legalita’ e servizi pubblici. Ed e’ questo il punto. Si tratta di materie centrali in una politica nazionale. Ed e’ per questo che Berlusconi si deve dimettere. Non tanto per l’esito sui quesiti specifici ma per il fatto di aver cercato di portare avanti una politica energetica, di stato sociale e di giustizia totalmente contraria alla volonta’ della maggioranza dei cittadini. Con l’aggravante di avere tentato di farlo anche in maniera truffaldina. Se poi si abbina la batosta del referendum con quella delle amminisrative, e col fatto che alla Camera il governo si regge su Scilipoti, se ne deduce che il governo Berlusconi e’ del tutto abusivo. Non resta che sperare nel voto del 22 chiesto da Napolitano. In quella occasione o la Lega che ha la faccia gonfia di sberle o qualche sussulto di dignita’ di qualche parlamentare potranno spegnere questo spettacolo indecoroso. Il governo e’ fermo da mesi e parla a vanvera di riforme ad un paese in ginocchio che gli ha da tempo voltato le spalle. Rimane solo un rammarico, se il centrosinistra avesse ascoltato il bisogno di ricambio generazionale negli ultimi anni, e se fosse riuscito a rinnovare la sua classe dirigente, l’Italia avrebbe una seria e vincente alternativa al berlusconismo. E invece, quella del referendum cosi come quella delle amministrative, rimane una vittoria del popolo di centrosinistra e non dei partiti. E c’e’ il rischio che alle politiche tale problema irrisolto si paghi ancora nelle urne. Tommaso Merlo

..formattiamo la politica..

Sono i partiti che scelgono i candidati. Agli elettori il compito di votare ciò che gli è imposto. Vuoi per un posto di lavoro, vuoi per promesse imprenditoriali, vuoi per giochi oscuri. Il marcio sta sempre nei piani alti. Gli elettori sono elementi passivi di ciò che combinano nelle segreterie, nei palazzi delle istituzioni, nelle stanze dei presidenti. C’è una questione morale, evidente, che pervade tutta la politica senza distinzioni di partiti, movimenti o schieramenti. Ma c’è anche una questione morale che riguarda l’intera società, se è vero che ogni classe politica è lo specchio di chi la crea e la sostiene con il proprio consenso; tanto più che per noi non esiste neanche la scusante delle scelte fatte dai partiti, visto che eleggiamo tutti, dai deputati regionali ai consiglieri di quartiere, con il sistema proporzionale e con le preferenze. Per questo si resta increduli di fronte a certe analisi e certi commenti; come se quel deputato regionale o quel sindaco ce lo avessero spedito da un altro pianeta e non lo avessimo eletto in piena autonomia. Certo, ci sono pesanti responsabilità della politica e dei partiti, soprattutto per quanto concerne la selezione della classe dirigente, ma c’è un progressivo evidente degrado dell’intero tessuto sociale che alimentiamo e di cui, a vario titolo, facciamo parte. Se vogliamo cambiare le cose, l’idea di un azzeramento dell’attuale classe dirigente pare opportuna e tempestiva, rendendo merito a chi da qualche mese a questa parte la va predicando, forse anche con un pizzico di opportunismo e cinismo che in politica non guasta mai. La condizione essenziale è quella di dare alla politica la possibilità di autorigenerarsi e di espellere, con i propri anticorpi, quei dannosi virus degenerativi che da qualche tempo alimentano cronache ed inchieste. Il rischio altrimenti, è quello di affidare ancora una volta alla magistratura la selezione della nuova classe dirigente con i risultati oggi sotto gli occhi di tutti rispetto a quanto accaduto negli anni trascorsi, laddove sembrava che dovessero restare in vita, politicamente s’intende, solo i migliori ed invece ci siamo ritrovati governati dai peggiori.

..onesti e disonesti

“Gli uomini passano ma gli ideali restano e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini” La grande chiassosa battaglia della politica provinciale ennese nasconde gente che accumula enor­mi poteri e grandi ricchezze. Viviamo in un’epoca di cinismo, di avidità, di associazioni segrete, di chiu­sure settarie, di comportamenti non detti sui giornali e sulla televisione. So­no queste le forze che incattiviscono e degradano la lotta politica perché, quando mancano gli ideali, restano so­lo un potere contrapposto all’altro, e la menzogna. Occorre molta forza per re­sistere, per continuare ad agire con cor­rettezza e rigore quando gli altri non lo fanno. Ma c’e sempre gente coraggiosa che ha fantasia, che ha la forza e vuol per­lomeno dare un esempio ai giovani. E la storia ci dimostra che ad un certo punto i corrotti si autodistruggono. Perché la loro inefficienza li indebolisce e, oltre un certo grado di inerzia, gli uo­mini si ribellano, cercano nuove guide e ricominciano a lottare e a ricostruire.

mercoledì 3 agosto 2011

FALLIMENTO!

Berlusconi, l'uomo del fallimento italiano. Non è colpa sua, è colpa vostra che gli avete creduto.
Intanto è sceso in campo con 7.000 miliardi di lire di debito, sull'orlo del fallimento e con un piede a S. Vittore.
Fonte Fedele Confalonieri, certamente non un comunista, tutti sapete chi è.
Già questo avrebbe dovuto farvi riflettere, ma non avete voluto, votiamo lui, è ricchissimo, un bravo imprenditore e, se ha fatto bene con le sue aziende, farà bene anche con, per, il Paese.
Questo è stato il vostro errore fatale, quello che ci ha portato alla rovina e sull'orlo del fallimento, egli, lui, non è mai stato un bravo imprenditore.
Non bastassero i 7.000 miliardi di debiti delle sue aziende a dimostrarlo c'è la sua storia personale che dimostra la sua incapacità e per un motivo molto semplice: tutto quello che ha fatto l'ha fatto con la corruzione, gli intrallazzi e le furbate.
Compresa l'evasione fiscale.
La Villa S. Martino l'ha scippata alla marchesina Casati con una scodella di farina, in combutta con Previti che era il tutore della medesima, quello che avrebbe dovuto curarle gli interessi.
Le frequenza televisive per le sue televisioni le ha avute grazie ai 50 miliardi di lire dati al cinghiale, Craxi, come ha costruito Milano 2 dovremmo chiederlo ai documenti della Banca Rasina dove lavorava il padre e passata alla storia come la banca che gestiva i soldi della mafia al nord.
Dobbiamo parlare di come ha rubato la Mondadori a De Benedetti?
Corrompendo i giudici, tanto è vero che il 27 luglio ha dovuto versare l'ammenda per il maltolto interessi compresi.
Ha corrotto testimoni, ha depenalizzato i suoi reati, vedi il falso in bilancio, si è fatto fare leggi su misura per non essere processato, ha comprato parlamentari per tenere in piedi la sua maggioranza di avvocati e banditi.
Passato alla storia come imprenditore edile,sappiamo che per costruire ci vogliono le licenze comunali, cercate nel web qualche storia che racconta come le ha avute, come si fa a comprare terreno agricolo e poi farlo diventare edificabile.
E' un maestro in questo campo.
Non è mai stato un bravo imprenditore, si è preso in casa un mafioso per non avere disturbi dalla mafia, ha corrotto tutto quello che c'era da corrompere.
Per pagare i debiti delle sue aziende, e diventare uno degli uomini più ricchi al mondo, ha dovuto, grazie a voi, andare al governo e crearsi un monopolio mediatico televisivo che controlla il 70% del fatturato pubblicitario del nostro Paese.
Prima si è comprato Craxi, una volta appurato che è facile comprare i politici e gli avvocati si è comprato tutto il parlamento e ci ha inserito, ha fatto eleggere facendoli pagare a noi contribuenti, i suoi avvocati.
Insomma il bravo imprenditore che ci ha portato alla rovina non è mai stato un bravo imprenditore, al massimo un bravo evasore, un esperto di matrioske aziendali per far sparire i profitti.
Oggi ne subiamo tutti le conseguenze, grazie a voi che avete creduto alla favola del bravo imprenditore.
L'unica cosa che gli riesce bene è di fare il pappone, l'utilizzatore finale, per il resto come imprenditore, marito, padre è un fallito.
Nonostante quello che dice sua figlia Marina che è peggio di lui, talmente spudorata da lamentarsi della sentenza Mondadori e da negare l'evidenza di un padre puttaniere e pedofilo.
Un malato da curare.

lunedì 4 aprile 2011

SI...SI...SI..

Ai referendum di domenica 12 e lunedì 13 giugno vota SI per dire NO.1 - Vota SI per dire NO AL NUCLEARE.2 - Vota SI per dire NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA.3 - Vota SI per dire NO AL LEGITTIMO IMPEDIMENTO.RICORDATEVI CHE DOVETE PUBBLICIZZARLO VOI IL REFERENDUM... perchè Berlusconi NON farà passare gli spot ne' in Rai ne' a Mediaset.Sapete perché ? Perché nel caso in cui riuscissimo a raggiungere il quorum lo scenario sarebbe drammatico per Berlusconi ma stupendo per tutti icittadini italiani:1 - Se passa il SI per dire NO AL NUCLEARE, BERLUSCONI NON POTRA' PIU' FARE ARRICCHIRE I SUOI AMICI IMPRENDITORI CON I NOSTRI SOLDI E LA NOSTRA SALUTE.2 - Se passa il SI per dire NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA, BERLUSCONINON POTRA' FARE ARRICHIRE I SUOI AMICI IMPRENDITORI LUCRANDO SU UN BENE DI PRIMA NECESSITA'.3 - Se passa il SI per dire NO AL LEGITTIMO IMPEDIMENTO, BERLUSCONI NONPOTRA' PIU' DIRE CHE HA LA MAGGIORANZA DEGLI ELETTORI DALLA SUA PARTE E DOVRA' DIMETTERSI.Vi ricordo che il referendum passa se viene raggiunto il quorum. E' necessario che vadano a votare almeno 25 milioni di persone. Secondo lapropaganda berlusconiana le cose devono andare a finire così:1 - I cittadini si informano attraverso la Tv.2 - Le Tv appartengono a Berlusconi.3 - Berlusconi, per i motivi sopra indicati, non vuole che il referendum passi.4 - Il referendum non sarà pubblicizzato in TV.5 - I cittadini, non sapranno nemmeno che ci sarà un referendum da votare il 12 giugno.6 - I cittadini, non andranno a votare il referendum.7 - Berlusconi sarà contento, farà arricchire i suoi amici, si arricchirà, e resterà al suo posto.8 - I cittadini, continueranno a prenderla nel deretano.Vuoi che le cose non vadano a finire cosi ? Copia-incolla e pubblicizza il referendum a parenti, amici, conoscenti e non conoscenti.

domenica 20 marzo 2011

Siamo in guerra. Gli utili idioti e i politicanti da strapazzo saranno contenti.

L’Italia è in prima fila.
E’ scandaloso che non esista opposizione in questo a paese a tale missione di guerra!
L’Articolo 11 della Costituzione? Esiste ancora?
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Gran bel compleanno quello per l’Italia.E’ vergognoso che non si valuti minimamente ogni altra soluzione diversa da quella militare e di guerra.
Moriranno civili, persone, donne ,uomini, bambini.E’ tremendo sapere che dalle basi militari italiane partiranno mezzi che attaccheranno per ragioni economiche e non umanitarie la Libia. E’ tremendo sapere che a breve ascolterò il rumore maledetto di quei mezzi militari che partiranno dal nostro territorio e porteranno morte, morte e morte.E’ tremendo sapere che non esiste opposizione politica e sociale a tale situazione.Probabilmente sarà un modo anche per poi dividersi,pensando all’Eni, alla Bp e tante altre realtà capitalistiche, in base all’impegno manifestato, in modo più equo le risorse di quel paese. Se l’Onu avesse veramente a cuore il senso del rispetto della persona umana non lascerebbe che nel resto dell’Africa continuino a morire da decenni donne, uomini e bambini per vili guerre interne.
Ma la Libia è risorsa economica.
Quanta falsità in tale vicenda.Fermiamo questa missione di guerra, diciamo no all’utilizzo delle basi militari italiane, a qualsiasi collaborazione italiana per tale missione di guerra, no all’intevento militare in Libia. No alla guerra.

venerdì 7 gennaio 2011

..tutti fuori dalla fortezza...

“la cultura non fa cassa!”.
Che fare contro questa politica muscolare ed antidemocratica?
L’unica prospettiva che ci resta per reinventare la nostra democrazia è quella della militanza civica, della battaglia con l’arma delle idee.
Ancora una volta l’indignazione ci salverà, riscopriremo quella che Einaudi definiva “la bellezza della lotta”.
Disotterreremo la dignità nazionale incarnando i valori della resistenza civile, riconciliando il dato della sensibilità con quello dell’intelligenza, l’affettività con la ragione, la poesia e l’arte con la ricerca scientifica.
Fuori dalla fortezza insomma, con gli altri.
“L’indignazione stanca!”.
Una resa. Una generalizzata assuefazione all’ignominia che reca con sé il rischio di smarrire quel senso di disagio esistenziale che è, da sempre, il motore di tutti i mutamenti sociali. Rinunciare all’indignazione, sentimento nobile, pulsione che attiva i cuori e le menti, ma che non riesce più a scuotere questo paese stremato ed imbruttito, divenuto zimbello di innumerevoli testate giornalistiche straniere.
Dovremmo auspicare che la distruzione inneschi quel processo creativo necessario per chiudere un’epoca ed aprirne un’altra?
In Italia, in particolare, è morta la funzione gramsciana di pedagogia collettiva, hanno vinto la dittatura del profitto, l’affarismo, il decisionismo solo contro i deboli, il conformismo culturale, l’assoluta indifferenza ai diritti degli altri. Hanno stravinto il mito del successo personale, l’umiliazione pubblica della donna, il paternalismo bieco del “ci penso io”, la gara per la popolarità e la generica ostilità nei confronti dell’altro, dello “straniero” in senso lato.
fonte:vivienna.it

lunedì 20 dicembre 2010

..giovani e futuro..

Occorre una forte mobilitazione non solo nelle scuole ma anche nelle fabbriche, nella società civile che oggi si vede sottratte risorse, servizi e il diritto di protestare.
Il ricorso alla piazza è dunque indispensabile.
Non si può attendere che tutto venga distrutto, che si produca una disoccupazione di massa che si accentua la guerra fra poveri di cui una espressione è il razzismo fomentato dalla Lega.
Occorre impedirlo ora e non dopo.

sabato 4 dicembre 2010

..deduzione..


Molta gente commette a mio parere l'errore di pensare di poter risolvere i problemi italiani attraverso la democrazia; io lo ritengo un errore perchè in un paese realmente democratico esiste anche la legalità, ovvero i delinquenti vanno in galera, mentre nel nostro paese in galera ci vanno solo i ladri di polli, mentre i grossi delinquenti non solo non vanno in galera, ma addirittura possono anche ambire a diventare presidenti del consiglio, per cui questa non è una democrazia, ma è caos, e il caos lo puoi combattere SOLO facendo rispettare la legge, rafforzando la legalità.

mercoledì 24 novembre 2010

...non potere o non volere..


«Parole, parole, parole…». Non è soltanto il
noto ritornello di una famosissima canzone di
Mina, bensì il titolo della lettera che una ragazza
diversamente abile frequentante il liceo delle
scienze sociali «Fortunato Fedele» di Agira ha deciso
di scrivere alle istituzioni per provare a risolvere
un disagio che riguarderebbe un po’ tutti i ragazzi
diversamente abili di Agira e che durerebbe
ormai da quasi un lustro.
Maria Domenica Raccuglia, 18 anni, studentessa
della VA dell’istituto di piazza Europa, usufruisce
del prezioso servizio di trasporto per diversamente
abili offerto dall’Anffas locale per recarsi
a scuola la mattina e per poi tornare a casa una
volta finite le quotidiane lezioni scolastiche.
Il servizio viene però garantito dal lunedì al
venerdì, lasciando dunque scoperto il sabato, giorno
in cui Maria Domenica è spesso impossibilitata
ad andare a scuola. «E’ proprio così, e ci rivolgiamo
per l’ennesima volta al Comune - scrive la studentessa
nella sua lettera - perché dovrebbe essere
proprio il Comune con la sua Giunta a venire incontro
ai propri cittadini affinché siano risolti i
problemi evitando i disagi. Mi era stata fatta tempo
fa una promessa dagli assessori del Comune
«provvederemo per il sabato, non ti preoccupare»,
ma sono rimaste solo parole: niente fatti».
Nei giorni scorsi, Maria Domenica, che vive sulla
sedia a rotelle, ha avuto un altro colloquio con
il vice sindaco, nonché assessore alla solidarietà
sociale del Comune di Agira, Maria Vaccaro. «L’assessore
mi ha manifestato la sua disponibilità - ha
detto Maria Domenica - ma il problema non pare
essere risolvibile almeno per il 2010 per mancanza
di risorse economiche». A differenza degli anni
passati, Maria Domenica è però ancor più
preoccupata dovendo affrontare tra qualche mese
l’esame di maturità.
«Sicuramente fare tutte queste assenze non mi
aiuta a prepararmi al meglio in vista degli esami
- prosegue la ragazza diciottenne - e mi dispiace
che ciò accada sol perché le istituzioni non provvedano
ad aiutarmi. Siamo già a metà Novembre
e non è cambiato nulla, mi rivolgo nuovamente alle
istituzioni competenti affinché possano darmi
una mano. Come cittadina voglio fare valere i
miei diritti, voglio ciò che mi spetta, niente più».

domenica 14 novembre 2010

...........vita da cani....


Il popolo alla fame e i signori di palazzo continuano a vivere una vita parallela, fra lussi, prostitute e corruzione. Ci si aspetterebbe la rivolta, un terremoto dal basso che gridi basta a tutto questo schifo. Ma niente
L’italiano medio è troppo preso dal campionato di calcio e dalle tette in TV per scollare il culo dal divano e pretendere una vita dignitosa. il popolo è un bambino. Il popolo non è interessato alla libertà. Il popolo italiano una scelta l’ha fatta: la democrazia non gli interessa. Preferisce pulirsi il sedere.

lunedì 27 settembre 2010

Verso la guerra civile....


La Lega è questa. E' questa la linea culturale del partito. Sono questi i toni che contraddistinguono la forza politica che sembra avere la 'golden share' dell'alleanza di governo. Ma c'é un punto importante da sottolineare. Perché al di là dei contenuti, del folklore e della propaganda, c'é da riflettere sulla 'qualita' umanà dei leader". C'é un ministro della Repubblica che considera 'porci' gli abitanti della sua capitale. Ed è lo stesso ministro che alza il dito medio davanti alla bandiera del suo paese, e che minaccia di scatenare milioni di fucili per 'dare una sveglia' alla politica. E' anche il leader di un partito che nel suo statuto invoca la Secessione, che cancella l'inno nazionale durante le celebrazioni pubbliche e che trasforma le scuole statali in sezioni di partito (o in templi padani)". "Un partito in cui capita che qualcuno intoni canzoncine sui napoletani che puzzano o dia la caccia agli immigrati il giorno di Natale". Questo è il seme dell'odio che la lega inietta nel paese. Dove ci porterà tutto questo?

domenica 12 settembre 2010

troppo tardi...

BERSANI CI CHIAMA...."caro volontario" nel volantino di Brunello al quale chiedo scusa x questa sfuriata. Ci chiama alla mobilitazione adesso che è scoppiato già il putiferio...adesso che le bombe sono innescate..adesso cosa dovrei pensare che al PD 132.000 voti farebbero comodo??? Adesso , se sono una mamma o un papà ...devo andare a mangiare una pizza x parlare della situazione della scuola??? BERSANI DOVE CAZZO STAVI TU FINO A IERI??...a mangiare pizze?? adesso dobbiamo contattare i "vostri circoli ed i vostri eletti" perchè la scuola pubblica non "deve lasciare indietro nessuno"???? E dove cazzo stava Bersani quando Berlinguer dava i soldi alle scuole private?? E dove cazzo stava Bersani quando D'Alema con la 62/2000 dava i finanziamenti alle scuole private??
ADESSO ...DIMENTICAVO C'E' SENTORE DI ELEZIONI .......MA ANDATE A FARE IN CULO TUTTI QUANTI!!

sabato 4 settembre 2010

difendere la scuola pubblica

GRUPPO SPONTANEO FORMATO DA LAVORATORI DELLA SCUOLA PUBBLICA ITALIANA

Dopo le ultime bastonate che il mondo lavorativo della scuola ha ricevuto sotto forma di tagli al personale, licenziamenti, riordini scolastici, denigrazione della categoria docenti e per ultimo le proposte di ulteriori strette ai pensionamenti e congelamento della carriera,
è arrivato il momento di sollevare la testa.
La nostra coscienza di professionisti seri ci porta a denunciare lo stato di abbandono in cui la scuola pubblica italiana sta precipitando. Di fronte a tanta miopia dei nostri politici che continuano a flagellare con riforme inique la nostra scuola, convinti di risanare il debito pubblico risparmiando sugli investimenti della cultura e non attaccando gli sprechi, l’evasione fiscale,la corruzione, la concussione politica e le organizzazioni criminali,
non possiamo che pretendere il rispetto dei nostri diritti.
Se è vero che la nostra categoria è disorganizzata e menefreghista, è anche vero che i Sindacati, tutti, ci hanno abbandonato perché affogati nelle loro ideologie e presi dalle lotte interne.
Le forme di protesta che saranno adottate all’interno delle scuole dovranno essere sempre e comunque legali rispettose del CCNL e basate sul NON COLLABORAZIONISMO e NON VOLONTARIATO ma se la situazione dovesse richiederlo non sono escluse altre forme di lotta quali il blocco degli scrutini fermo restando che lo sciopero, in quanto diritto di ogni lavoratore, rimane un punto fermo, inamovibile.
Il non collaborazionismo passa attraverso i 7 punti elencati di seguito, del tutto legali e riferite ad attività da svolgere assolutamente in maniera facoltativa:
1. rifiuto di svolgere ore di straordinario (supplenze)
2. rifiuto ad assumere incarichi di vicario e/o responsabili di plessi o sedi distaccate
3. dimissioni dalle cariche del Consiglio d’Istituto e non disponibilità in caso di elezioni del suddetto
4. rifiuto di partecipazione a tutte le commissioni di lavoro
5. non disponibilità allo svolgimento di laboratori pomeridiani
6. non disponibilità ad accompagnare in viaggi d’istruzione o viste guidate
7. non adozione di nuovi libri di testo fino a quando quello adottato viene stampato (no alle nuove adozioni)

PRACARIATO:
• NO ad una forma di precariato stabile, il precariato deve essere, al massimo, una condizione di passaggio della durata di qualche anno come accade in molti paesi europei
• NO alla perdita di altri posti di lavoro con ulteriori tagli agli organici
• NO alle graduatorie regionali portare avanti dal disegno di legge Goisis
• NO alla chiamata diretta dei presidi. Si ad un sistema di reclutamento trasparente. In ogni caso il nuovo sistema di reclutamento dovrebbe partire a graduatorie ad esaurimento esaurite.

RETRIBUTIVO:
NO al congelamento dei contratti ed alla progressione della carriera
NO alla tassazione sugli straordinari
NO alla trattenuta in caso di malattia
NO alla differenziazione delle scuole pubbliche dalle paritarie e quindi estensione alle scuole paritarie di tutte le norme riguardanti quelle statali sia in tema di reclutamento del personale, sia in termini contrattuali e salariali.
ORGANIZZATIVO:
• NO ad aumentare il rapporto alunni/docente prevaricando la normativa in vigore sulla Sicurezza nelle scuole. Rispetto delle normative antincendio e degli indici di affollamento imposti dalla legge.
• NO a stabilire un tetto massimo per i docenti di sostegno
• NO all’abolizione del tempo pieno e riduzione del tempo scuola
• NO al finanziamento delle scuole private in contrasto con la Costituzione italiana

DIDATTICO :
revisione dei programmi di studio attualmente inadeguati
revisione del sistema valutativo sia relativi al “comportamento” sia alla valutazione delle singole discipline
aumento delle ore per i corsi a disposizione degli alunni con debito formativo negli istituti superiori
ripristino delle compresenze nella scuola primaria


Coscienti della situazione nella quale stagna oggi la scuola pubblica italiana a causa di norme concepite da ignoranti del sistema scolastico, pretendiamo di essere ascoltati e consultati preventivamente per le innovazioni della didattica, del sistema valutativo, dei programmi di studio e dei quadri orario dei diversi ordini in quanto professionalmente preparati per farlo. Per questo si chiede che venga formata una commissione a livello ministeriale di Docenti in rappresentanza di tutte le Regioni da interpellare in vista di nuove modifiche relative alla didattica della scuola.

mercoledì 25 agosto 2010

Contraddizioni....

Italia:
“LA LEGGE CONTRO LE INTERCETTAZIONI, MANNAIA PER STAMPA E GIUSTIZIA.IL GOVERNO IMBAVAGLIA, MA LA SOCIETA’ CIVILE GRIDA”
Germania:
Editoria: governo tedesco rafforza la liberta' di stampa
Approvato un disegno di legge volto a proteggere maggiormente i giornalisti dall'azione giudiziaria e quindi a rafforzare la libertà di stampa nel Paese

venerdì 7 maggio 2010

Il giuramento falso...........




Formula del giuramento dei Ministri della Repubblica Italiana

Come previsto dall'art. 93 della nostra Costituzione, il Presidente del Consiglio dei ministri e i ministri, prima di assumere le funzioni, prestano giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica.

Questa la formula del giuramento:
Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della Nazione.
Il giuramento costituisce l'atto sostanziale attraverso il quale il Presidente del Consiglio ed i Ministri, che svolgono funzioni pubbliche fondamentali, esprimono fedelta' alla Repubblica, e giurano di osservare lealmente la Costituzione e le leggi fondamentali dello Stato e di esercitare le proprie funzioni nell'interesse esclusivo della Nazione.

[Fonte: Governo Italiano]
150 anni dell'Unità d'Italia,
nuovo duello Bossi-Fini
Il leader della Lega: «Celebrazioni inutili e retoriche.
Calderoli: 150 anni dell'unità d'Italia
"Non so se saremo alle celebrazioni"

lunedì 8 marzo 2010

....io ci provo..

Chiedo pubblicamente al Sig. Ministro Gelmini e al Governo Berlusconi che a partire da subito, rispetti il Diritto al lavoro ed il Diritto a Vivere a tutti gli italiani come previsto dalla nostra Costituzione; chiedo che venga debellato ogni genere di corruzione di Stato; chiedo che venga eliminta ogni forma clientelare, chiedo che vengano eliminati tutti gli arricchimenti illegali ed illeciti o comunque sanzionati rigorosamente; invito a liberarsi e senza alcun indugio, di tutti i politici "[come é noto sono davvero troppo numerosi]" in attività criminose, sia se colti in fragranza che a mezzo delle intercettazioni; chiedo di debellare l'eccessiva quantità di privilegi [molti anche esorbitanti] che disonora l’Italia nel Mondo, chiedo di debellare anche con pesanti sanzioni, i privilegi degli amici dei politici e degli amici degli amici dei Politici.

domenica 7 marzo 2010

Rilanciamo le lotte!!!


Il peggior governo di corrotti mafiosi ed incapaci ci sta conducendo al baratro.
E’ vero che i fascisti han più dimestichezza con bastoni e manganelli che con le procedure democratiche, ma anche i vecchietti in fila per ore all’INPS riescono ad entrare in orario negli uffici pubblici ed a consegnare in tempo la domanda per la pensione…Mi impressiona veramente che ancora non ci siano migliaia di persone ad inseguirli a bastonate o almeno a monetine, come successe al loro amico latitante Bettino Craxi.

domenica 28 febbraio 2010

Lettera ad un giovane di Agira.

Bisogna smetterla di essere un popolo silente che scuote la testa e dice "chissà dove si va a finire"; smetterla di sentirvi impotenti e quindi giustificati; smetterla di pensare che, tanto, non c’è niente da fare; e questo è scritto nel libro del destino. Tutto è inutile perché tanto saremo spazzati via; smetterla di pensare che, appunto voi, siete le vittime di un sistema che vi stritola e rimboccatevi le maniche.
Mancano le Idee e il coraggio. Ai figli della mia generazione gli abbiamo dato tutto, il pannolino ieri e la paghetta oggi. Gli abbiamo spianato la strada, permesso un titolo di studio, dato loro tutto quello che non abbiamo avuto noi. E’ questa una colpa? Un errore? Ebbene colpa sia, errore sia, io non mi rammarico ne mi pento di ciò. Invece voi, cosa fate per voi stessi? Fino a quando pensate di andare avanti cosi? E’ stato bello finchè è durato, bella la pacchia no? Dove sono le idee, dove la forza, la determinazione, la grinta, la rabbia, l’orgoglio? Dove sono gli attributi? Vi sto provocando si e pretendo una reazione, sempre ammesso che ci sia.
Siete lenti e siete comodi e vi piace anche. Non è tutto dovuto, voi non avete il diritto di rimproverarci tutto ,anche del tempo che fa. La mia generazione ha mille colpe e mille responsabilità e allora? Non è stato facile neanche per noi. Datevi una mossa e smettetela di piangere e di chiudervi in voi stessi, di riempirvi di fumo, di alcol e di sballo. Quando uno crede in quello che fa e lo persegue con tutte le sue forze, ha innanzi tutto dato un senso alla sua vita, e con molta probabilità lo raggiunge anche. Bella è la lotta, bella la conquista.
La sede del PD di Agira deve essere aperta per voi, oltrepassate quel muro della timidezza e della diffidenza, frequentatela ,parlate, confrontatevi, chiaritevi e infine dirigetela.

martedì 23 febbraio 2010

PD AGIRA dove sei?


Sogno un partito che si occupa dei giovani in particolare, con una sede sempre aperta e piena di vivacità dove tanti gruppi e responsabili degli stessi parlano e decidono, dove si compilano moduli, si fanno domande, ricorsi, si organizzano forum, si fanno corsi di istruzione, si balla anche. Dove si fa il tesseramento, dove si parla dei diritti del cittadino, dove ci si informa e ci si forma.
Un motore di spinta per la costituzione di cooperative e di gruppi di lavoro per introdurli nel mondo del lavoro e del volontariato. Sogno un partito che parla dei problemi e delle tematiche che riguardano l'acqua perchè bene primario di tutti. I rifiuti e la sua raccolta perchè si trasformi da problema in risorsa. Del funzionamento delle amministrazioni pubbliche, dal Comune alla Scuola, dagli Ospedali alla Giustizia. Della sicurezza nelle nostre città e nelle nostre case. Del costo della vita e dei suoi risvolti nella vita di ognuno di noi. Non è un sogno impossibile! e allora tutto questo perchè non si fa?

lunedì 15 febbraio 2010

Povera Nazione.

Scuole statali in crisi. Soldi alle scuole private. E le chiamano “paritarie”….
di Gianni Gandola
Il programma di Riccardo Iacona “Scuola fallita” (Presadiretta del 14 febbraio) ha messo bene in
evidenza lo stato di sofferenza in cui versa la scuola pubblica (statale) italiana, riprendendo con
grande obiettività e realismo temi che erano già stati affrontati qualche tempo fa in un servizio
analogo da Milena Gabanelli. Sono stati toccati – in maniera chiara, semplice ed essenziale - alcuni
punti critici del funzionamento delle scuole statali di ogni ordine e grado, oggi in evidente
difficoltà.
Scuole pubbliche sull’orlo di una crisi di nervi
Docenti precari, anche di non tenera età e dopo anni e anni di servizio saltuario, in cerca di un posto
fisso che non arriva. Supplenti annuali che si spostano in continuazione da una scuola all’altra, da
un capo all’altro del paese, senza alcuna continuità didattica per gli alunni.
Dirigenti scolastici che non possono chiamare i supplenti per mancanza di fondi. Classi senza
insegnante che vengono quotidianamente divise e gruppi di alunni parcheggiati in altre classi, con
evidente disagio per tutti e disturbo per la didattica.
Riduzione degli insegnanti in organico, tagli alle cattedre e diminuzione delle ore di attività
didattica. Impossibilità di svolgere attività per gruppi di alunni grazie al taglio delle compresenze
nella primaria. Meno insegnanti e meno ore di sostegno per gli alunni disabili.
Stato penoso degli edifici scolastici, sovente non a norma, fatiscenti e pericolosi. Incrostazioni,
perdite d’acqua e aule al freddo. Mancanza di arredi, a cominciare dalle sedie. Mancanza di spazi,
aule ristrette e sovraffollate.
Mancanza di fondi per l’acquisto di materiale didattico (finanziamento didattico e amministrativo
ridotto negli ultimi tempi a zero). Genitori che debbono sopperire con il “contributo volontario”, in
una scuola - quella pubblica e dell’obbligo - che dovrebbe essere gratuita.
Una situazione, nel complesso, disastrosa ed estremamente preoccupante. Un quadro della realtà di
tutti i giorni che gli operatori scolastici conoscono sin troppo bene ma che al grande pubblico non è
noto. O almeno non lo è con questa nettezza.
Un altro mondo: le “paritarie”
Ma il servizio di Iacona ha avuto anche il merito di aver fatto il confronto con le cosiddette scuole
“paritarie” facendo emergere le profonde “disparità” delle rispettive situazioni, nel funzionamento
ordinario e nel trattamento.
Qui - soprattutto nelle scuole presentate (quasi tutte appartenenti alla fascia alta, es. l’istituto Leone
XIII e la scuola inglese di Milano) - sembra di essere in un altro mondo. Aule e locali a regola
d’arte, laboratori super attrezzati, ampi spazi (palestre, piscina, atelier). Offerta formativa ricca e
differenziata (doppia lingua, varie attività creativo-espressive, aule di informatica, lavagne
luminose, ecc.). Docenti reclutati in base ad una valutazione discrezionale e/o selezione
direttamente da parte del dirigente o del gestore, quindi “scelti” (sia quelli fissi che i supplenti)
senza impacci burocratici di graduatorie, punteggi, ecc. Attività per gruppi di alunni e classi non
affollate. Nessun elemento problematico o di “disturbo” (alunni con handicap o stranieri, per
intenderci). Utenza selezionata (naturalmente in base al reddito). Insomma non stiamo a dilungarci
oltre: un altro pianeta.
E le scuole paritarie dispongono di bilanci in attivo, godono di consistenti finanziamenti. Oltre alle
entrate provenienti dalle rette (piuttosto elevate, si va dai 7 mila ai 12-15 mila euro l’anno) le
paritarie fruiscono di finanziamenti da parte dello Stato. Non solo, ma in Lombardia i genitori che
iscrivono i figli alle paritarie hanno un contributo economico da parte della Regione, un rimborso,
la “dote scuola”. Una sorta di ulteriore “finanziamento indiretto” per le private, targato Formigoni.
Ma cosa sono le paritarie?
Com’è noto la questione della “parità” scolastica fra scuole statali e non statali (private) e
soprattutto quella dei finanziamenti pubblici alle scuole paritarie (private) costituiscono senza
dubbio un tema delicato quanto controverso, sul quale vi sono pareri diversi e divisioni trasversali
(soprattutto all’interno del centro sinistra in senso lato).
Tutto ha origine dal famoso art.33 della Costituzione che prevede che spetta alla Repubblica
istituire scuole statali per tutti gli ordini e gradi e che enti e privati hanno il diritto di istituire
anch’essi scuole e istituti di educazione ma “senza oneri per lo Stato”.
Cosa implicasse questa precisa dicitura era ben chiaro ai padri costituenti e lo è stato per
quarant’anni nella storia della Repubblica per gli stessi governi a guida democristiana. Come
ricorda Curzio Maltese nel suo libro “La questua” (Feltrinelli ed.) “sempre, da De Gasperi in poi la
DC aveva rifiutato di finanziare con soldi pubblici le scuole e la sanità private, che in Italia
significa al novanta per cento: cattoliche.” Forse non ci si è soffermati a riflettere abbastanza su
questo fatto, che la dice lunga su come venisse interpretata la frase “senza oneri per lo Stato”
perfino da un partito confessionale come la DC.
Per non dire delle forze politiche presenti in Parlamento. Nel 1964 un governo presieduto da Aldo
Moro venne battuto alla Camera e messo in crisi proprio per aver proposto un modesto
finanziamento alle scuole materne private.
Ironia della sorte vuole che sarà un governo di centro-sinistra a guida postcomunista (governo
D’Alema, ministro dell’istruzione Berlinguer) ad aprire le porte, di fatto, con la legge sulla parità
scolastica (legge 62/2000), ai finanziamenti alle scuole private. In realtà la legge 62 riconosceva alle
scuole private paritarie di svolgere un servizio pubblico, ma non prevedeva finanziamenti in quanto
tali, in quanto rifinanziava i contributi (sussidi) per le scuole elementari parificate e materne non
statali previste dalle leggi del 1925 e 1962.
Il ragionamento di fondo, comunque, che sta alla base del riconoscimento della “parità scolastica” è
che anche le scuole non statali (private o degli enti locali), in quanto svolgono un servizio pubblico
e accettano di adempiere a determinati requisiti (strutture idonee, programmi nazionali, ordinamenti
dell’istruzione, bilanci pubblici…) fanno parte del “sistema nazionale dell’istruzione”. Salvo poi la
totale mancanza di verifiche sul funzionamento effettivo di questi istituti e sul rispetto delle regole e
delle condizioni previste. Per non parlare della difformità di trattamento con le scuole statali sul
reclutamento dei docenti o sulla “selezione” degli alunni, a partire dalla presenza di portatori di
handicap o stranieri, o ancora sul numero minimo di alunni per classe.
Illuminanti a questo proposito due flash nel servizio di Iacona. Da un lato la madre che si vede
respingere l’iscrizione al proprio figlio perché disabile (“la scuola non è in grado di seguirlo col
sostegno, si rivolga alla scuola pubblica…”). Dall’altro la pressoché assoluta mancanza di alunni
stranieri (una dirigente del Leone XIII che dice “non è solo una questione economica, ma gli
“extracomunitari” qui sarebbero anche a disagio… Sa, c’è un’utenza medio borghese, con un certo
stile di vita…”).
… e perché finanziamenti pubblici alle scuole private?
Ma andiamo avanti. Naturalmente la Moratti, ministro dell’Istruzione durante il successivo
quinquennio di Berlusconi, utilizzò ampiamente la legge Berlinguer per finanziare le scuole private
(scuole dell’infanzia e primarie).
La legge finanziaria del 2006 (comma 635, Finanziamenti scuole non statali) e la legge n.27/2006
(ministro Fioroni) estendono il diritto al finanziamento a tutti gli ordini di scuola, dall’infanzia alle
superiori. Queste hanno diritto all’assegnazione di contributi (finanziamenti) da parte dello Stato
per la funzione pubblica che svolgono, a condizione che autocertifichino (sic) di non avere “fini di
lucro”.
Aperto un simile varco per i finanziamenti pubblici alle scuole non statali (chiamiamole con il loro
nome: private), non stupisce che sia oggi la Gelmini ad affermare (vedi intervista al Corriere della
Sera del 18.6.2009) che sta pensando ad un “sostegno economico” o bonus per chi studia alle
private. “Costituzione alla mano – dice la Gelmini- voglio che tutti abbiano il diritto di scegliere se
andare alla scuola pubblica o alla scuola paritaria. Quindi, siccome le scuole paritarie costano, sto
pensando ad una riforma che dia la possibilità di accedere ad un bonus a chi vuole frequentarle.
Un po’ come succede già in Lombardia”. La Gelmini dimentica che non è in discussione la “libertà
di scelta” delle famiglie, diritto costituzionale, ma semmai la spinosa questione del “senza oneri per
lo Stato”. E qui, ancora una volta, di oneri per le finanze dello Stato ce ne sono, anche se aggirati
dall’ipocrita soluzione del contributo dato alle famiglie e non direttamente alle scuole. Perché, gira
e rigira, lì si torna. Al punto di partenza.
Il divario tecnologico (di risorse e di trattamento) esistente
Ma al di là del dibattito “politico-ideologico” sul significato del dettato costituzionale in materia (il
“senza oneri per lo Stato”) pure non irrilevante e che qualche riflessione autocritica all’interno della
sinistra dovrebbe riaprire, quello che è francamente scandaloso è quanto sta avvenendo proprio
sotto il governo della scuola Gelmini-Tremonti (e magari da un po’ di anni a questa parte).
Occorrerebbe fare un’analisi comparata sui finanziamenti erogati dallo Stato alle scuole statali e a
quelle non statali. Probabilmente risulterebbe un dato costante: progressiva diminuzione da una
parte e crescita dall’altra. A fronte di un’enorme sproporzione del numero di alunni iscritti.
Interessante a questo proposito il dossier “Rapporto sul buono scuola 2009 nella Regione Lombardia”
presentato da Luciano Muhlbauer, gruppo consiliare regionale di Rifondazione comunista, citato nel
sevizio di Iacona.
Nel Pd naturalmente il tema è tabù. Ci si guarda bene dal parlarne, essendo una questione troppo
spinosa e controversa. D’altra parte non è stato Berlinguer (ed il suo brain trust) ad aver aperto la
strada e Fioroni ad averla imboccata aumentando i finanziamenti (ed estendendoli anche alle
superiori) alle “paritarie”….? Guai, dunque, a rimetterle in discussione.
Ed è proprio questo che è paradossale! Lo Stato riduce investimenti e risorse nella scuola pubblicastatale
a fronte di un aumento di finanziamenti alle scuole “private” che svolgerebbero un “servizio
pubblico” (sic).
D’altra parte è significativo quello che è avvenuto in fase di finanziaria 2009, ove in un primo
tempo erano previsti da Tremonti tagli anche per le scuole paritarie. Tagli immediatamente ritirati al
primo stormir di fronde, dopo le proteste e le minacce di mobilitazione (proprio così!) da parte dei
vescovi. Ragion per cui alle scuole private sono stati assegnati 120 milioni di euro.
Ed ora, a fronte di una scuola pubblica (statale) praticamente in ginocchio quanto a tagli di organici,
riduzione di finanziamenti (funzionamento ordinario, ecc.), qualcuno - la Gelmini, ma non solo lei -
ha l’ardire di riproporre un ulteriore sostegno economico alle scuole private. Che dire? La destra fa
indubbiamente il suo mestiere, ma non sarebbe ora che anche la sinistra, all’opposizione, facesse
dignitosamente il suo?
Lungo questa strada il divario tecnologico (e di trattamento) tra scuole private e scuole statali è
destinato ad aumentare e, francamente, tutto questo – oltre che ingiusto e ai limiti della
incostituzionalità – ci sembra davvero scandaloso.
Gianni Gandola

venerdì 12 febbraio 2010

La legge di FACEBOOK

Facebook :"iscrivendoti a questo servizio tu accetti quello che noi facciamo e quello che vogliamo e se ci gira sarai cacciato senza alcuna motivazione. Chi non partecipa ai test e non diffonde notizie sui suoi gusti senza partecipare all'imponente marketng occulto, è a serio rischio di cancellazione.

Silenzio tutti...parla il boss...

BERLUSCONI, PM SI VERGOGNINO, LUI NON SI TOCCA - "I Pm si vergognino e Bertolaso non si tocca" . Lo afferma il premier Silvio Berlusconi, conversando con i cronisti per le vie della capitale belga, e rispondendo a chi gli chiede un commento sull'inchiesta che ha coinvolto il capo della protezione civile. "Queste cose sono assolutamente accuse infondate, non vere, come al solito. Ho parlato con Bertolaso, so che aveva mal di schiena ed andava da una fisioterapista, una signora di mezza età che tra l'altro é in ospedale a farsi operare per un problema alla schiena", aggiunge il premier parlando dell'intercettazione in cui si parla di favori sessuali per il capo della protezione civile.

domenica 7 febbraio 2010

Frammento di giustizia....

Cittadino di Agira vince ricorso su distacco contatore acqua

Agira. Rischia di essere un precedente notevolissimo il contenzioso del distacco dei contatori per morosità fra utenti e AcquaEnna dopo che il giudice di pace di Agira, Giuseppe Basile, ha accolto il ricorso di Elio Pistorio che si opposto al preavviso di sospensione della fornitura idrica per morosità. Motivo? Pistorio, assistito dall’avvocato Andrea Vigiano, ha dimostrato che le tariffe applicate nelle bollette da AcquaEnna sono state approvate dal Consorzio Ato il quale non ha nessuna competenza. Intanto, è interessante quanto è scritto nella sentenza. “In base alla legge Galli –si legge- ed alle norme regionali collegate spetterebbe ad ogni singolo Comune siciliano di gestire la tariffa del servizio idrico applicabile nel proprio territorio” e non al Consorzio (Ato). A questo proposito, il giudice Basile prima di emettere la sentenza ha ordinato al comune di Agira, “con provvedimento del 23 giugno 2009, di fornire informazioni scritte relative ad atti e documenti circa la determinazione della tariffa per il servizio idrico da applicare negli anni 2005/2006”. Il comune di Agira, con una nota del 17 settembre 2009, ha risposto “che dal 2005 non esercitava alcuna competenza in merito al servizio idrico ma forniva la specifica delle tariffe alla data del 31 dicembre 2004. Il giudice, raffrontando le tariffe applicate dal comune di Agira nell’anno 2004 e quelle applicate da Acqua Enna negli anni 2005 e 2006, nota che per il 2005 vi è stato un aumento del 62,5% e nel 2006 del 64,3%”. Inoltre, sottolinea nella sentenza che “è inammissibile e non condivisibile la tesi” di Acqua Enna “che non esiste più una tariffa singola per singolo territorio e per singolo comune”. “L’assurdo si tocca con mano –si legge ancora nella sentenza-, prova ne sia l’ingiustificato e non documentato aumento”. Quindi, fa anche una considerazione: “Ecco perché l’istituzione e costituzione di tali Consorzi ha provocato e continua a provocare enormi danni per gli utenti”. Per cui ha deciso di accogliere la domanda di Pistorio che nel corso del dibattimento ha dichiarato che non è suo “intendimento di non pagare un emolumento dovuto, ma intende pagare quanto dovuto dalla legge” e quindi “condanna la Società AcquaEnna a continuare ad erogare l’acqua potabile in favore di Pistorio accettando il pagamento delle bollette con il tariffario 2004, oppure richiedere importi diversi emettendo nuove bollette, giustificando documentalmente gli eventuali aumenti”.

Giacomo Lisacchi

domenica 31 gennaio 2010

Diritto impedito e negato.....

Aidone. Assemblea del Comitato Cittadino per la non potabilità dell’acqua

Aidone. Martedì si è svolta l’assemblea cittadina organizzata dal Comitato Cittadino guidato dall’Avv. Licia Minacapilli.
Presenti parecchi ospiti, tra cui il Presidente nazionale Federcontribuenti Carmelo Finocchiaro, i rappresentanti di diversi comitati cittadini dell’ennese, i dirigenti provinciali del Coordinamento ed alcuni rappresentanti del Forum Regionale dei Movimenti per l’Acqua in Sicilia. Era anche presente il Sindaco Filippo Gangi.
Tema della serata: la non potabilità dell’acqua. Ha introdotto i lavori l’Avv. Licia Minacapilli, la quale ha spiegato la cronistoria delle iniziative attivate dal proprio Comitato sul caro-bollette, sui distacchi dei contatori, ma soprattutto sulla non potabilità dell’acqua, che afferma: E’ ritenuta tale a seguito di analisi ripetute in vari periodi a cura del Comitato stesso e con propri fondi, e i cui esiti sono stati confermati anche dalle Autorità preposte al controllo (ASP: Azienda Sanitaria Provinciale).
Ripetutamente nei campioni di acqua prelevati si è riscontrata presenza di ferro e manganese, oltre i limiti consentiti dalla norma sanitaria. Il Comitato ha inoltrato quindi segnalazioni alla Procura della Repubblica di Enna e all’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente. Entrambi gli Organi hanno aperto una inchiesta per la propria competenza.
L’attività del Comitato ha portato a far emettere un’ordinanza al Sindaco di non potabilità dell’acqua datata 19 gennaio, a seguito di reiterati inviti da parte dell’ASP.
Ha preso la parola il Sindaco, il quale ha tra l’altro accusato il Comitato di “non trasparenza” sul problema ed in sintesi ha comunicato che qualche ora prima gli era arrivato l’esito dell’ultimo campionamento effettuato dall’ARPA (???) che indica i valori rientrati nella norma. Sulla base di ciò il Sindaco ha preannunciato che avrebbe revocato l’ordinanza di non potabilità dell’acqua. Subito dopo, il Sindaco senza attendere repliche né lo sviluppo del dibattito, ha abbandonato l’assemblea lasciando il pubblico deluso.
Tutti gli interventi che si sono susseguiti hanno sottolineato il comportamento del Sindaco, ma soprattutto il suo atteggiamento silenzioso mantenuto fin dalla prima segnalazione fattagli dal Comitato già a ottobre dello scorso anno, nella quale si comunicava l’esito dei prelievi che indicavano la non potabilità dell’acqua per la presenza di ferro, manganese e coliformi.
Il Comitato si ritiene deluso dall’atteggiamento tenuto dal Sindaco, che ha scelto di allontanarsi dalla riunione non consentendo così un democratico e costruttivo confronto con gli altri ospiti presenti.
Rimanendo in tema di trasparenza, il Comitato cittadino si interroga su quali ragioni possano avere indotto il Sindaco ad omettere di emanare la necessaria ordinanza di non potabilità dell’acqua nonostante a ciò invitato dall’ASP il 15.10.2009 con nota prot. 262, poi il 25.11.2009 con nota prot. 654, ancora il 21.12.2009 con nota prot. 892, ancora il 13 gennaio con nota prot. 242. In ultimo con altra nota prot. 424 del 19 gennaio l’ASP reitera la richiesta al Sindaco di emettere “ordinanza di divieto di utilizzo dell’acqua per uso umano”.
L’interrogativo nasce anche perché tali omissioni si ripercuotono inevitabilmente sui cittadini aidonesi, visto che in fin dei conti stiamo parlando della salute come imprescindibile diritto di tutti”.

Sindaco vai a cacare.......

Sindaco Aidone: Acqua è potabile solo allarmismi da presunti “mostri”

Aidone. Dopo la denuncia del Comitato dei cittadini sulla non potabilità dell’acqua il Sindaco così si esprime: “Sulla vicenda, incredibilmente, alcuni soggetti, associazioni, comitati, movimenti a tutela o persone singole, sono convinti di essere i veri paladini della Comunità. La vicenda è stata seguita interloquendo sia con l’ASP di Enna sia con il gestore del servizio di distribuzione. Peraltro, la situazione non ha mai assunto, per fortuna, profili di gravità preoccupanti ma contorni di ordinarie e fisiologiche anomalie cui è stato possibile, finora, sempre porre rimedio, senza difficoltà particolari”. Ed il Sindaco passo al contrattacco con i promotori della riunione: “Si è preferito, da parte di taluni, ingigantire i problemi, aggravare le situazioni, addirittura procurare allarme. Contro questi presunti mostri, in realtà innocui “mulini a vento”, le armi del dialogo, del confronto e della tolleranza, spesso, si rivelano impotenti. Due notazioni finali: l’odiosa commistione tra il ruolo privato e quello pubblico di una incauta professionista e la patetica saga degli ex”.

giovedì 14 gennaio 2010

Contro il Governo per il bene del sud (Sicilia)

Sono state prevalentemente le assenze nei banchi della maggioranza a determinare il via libera alle parti della mozione del Pd (le premesse ed il secondo capoverso del dispositivo) contro il parere del governo. Nelle premesse, fra l'altro, si accusa duramente il governo di aver assunto finora 'una strategia sostanzialmente antimeridionalista'. 'I provvedimenti varati sin qui, non ultima la legge finanziaria per il 2010 hanno di fatto azzerato ogni intervento a favore del Mezzogiorno sia in termini di risorse stanziate che di strumenti specifici. Il continuo ricorso al Fas per la copertura di provvedimenti di carattere generale ha determinato nei fatti un'ulteriore divaricazione tra le condizioni economiche e sociali delle zone forti e quelle delle zone deboli. Questa sistematica distrazione di fondi, valutabile nella somma di 35 miliardi di euro, oltre a compromettere il rispetto dell'originario vincolo di ripartizione delle risorse del Fondo (si riconosceva alle regioni sottoutilizzate meridionali almeno l'85 per cento del complesso delle risorse) ha di fatto azzerato le politiche di sviluppo che le regioni del Sud realizzano solo grazie al trasferimento di fondi stanziati dal Governo centrale e dall'Unione europea; a questa sistematica distrazione di fondi, si e' aggiunta una miope politica di tagli per gli imprenditori meridionali. In una fase congiunturale cosi' difficile, invece di supportare le imprese del Sud, il Governo ha di fatto annullato l'operativita' del credito d'imposta per i nuovi investimenti, lasciando le aziende del Sud senza alcuna fiscalita' di sviluppo e deprimendo ancora di piu' le prospettive di crescita delle zone sottosviluppate'. La parte di dispositivo approvata malgrado il no del governo impegna l'esecutivo 'a reintegrare le risorse impegnate del Fas per destinarle a un programma mirato al rilancio del tessuto produttivo meridionale e, conseguentemente, dei livelli occupazionali del Mezzogiorno, ripristinando a tal fine un meccanismo di fiscalita' di sviluppo concreto ed efficace quale e' l'automatismo del credito d'imposta per i nuovi investimenti nel Mezzogiorno'.

venerdì 1 gennaio 2010

domenica 27 dicembre 2009

Alla faccia sua...di chi? di berlusconi no!


L'Istat sull'ultima scheda relativa alla ricchezza degli italiani degli ultimi 3 anni, ha pubblicato i seguenti dati: nel 2006 il 10% degli italiani deteneva il 43% della ricchezza del paese, nel 2008 invece ne deteneva il 50 %, mentre il restante 90 % nel 2006 ne deteneva il 57 % e nel 2008 invece ne deteneva appena il 50 %. Sta di fatto che in soli 3 anni il 7% della ricchezza del 90% degli italiani, é passata zitta zitta nelle tasche del 10 % dei soliti ricchi e ricchissimi italiani. Questi non sono gli spot di Berlusconi, ma sono dati statistici dell'ISTAT del triennio 2006 - 2008.

giovedì 24 dicembre 2009

E' sufficiente per dire che finché ci sarà ignoranza (e non è un'offesa) ci sarà Berlusconi?


ETA':

18-29 anni (17,1%)

30-39 anni (13,5%)

40-49 anni (17,8%)

50-59 anni (15,8%)

60 e oltre (35,8%)

Da questo quesito appare evidente la correlazione tra età e comunanza al berlusconismo. Quasi il 52% dell'elettorato dell'allora Forza Italia contava su uno zoccolo duro composto da ultracinquantenni. Gli stessi che tutt'oggi in larga parte non hanno accesso a Internet e si informano solo attraverso la tv.



TITOLO DI STUDIO:

Senza titolo/licenza elementare (52,9%)

Licenza media inferiore (25,4%)

Diploma di media superiore (18,5%)

Laurea (3,2%)

Questo è senza ombra di dubbio il dato più clamoroso. Quasi l'80% dell'elettorato berlusconiano ha interrotto la propria carriera scolastica estremamente presto. In pratica in Italia tutti gli analfabeti, semianalfabeti o analfabeti di ritorno (attenzione non c'è nessun tipo di condanna a questo status, ma è la presa di coscienza di un dato di fatto) votano per Silvio Berlusconi. Plagiati dalla televisione, questi elettori non hanno un substrato culturale (ripetiamo, non per colpa loro) sufficiente a schermare ed interpretare i messaggi che giungono loro.

E' sufficiente per dire che finché ci sarà ignoranza (e non è un'offesa) ci sarà Berlusconi?

mercoledì 23 dicembre 2009

Diventa protagonista.


Il motto: "Resistere, resistere, resistere" appartiene al passato. Ora bisogna: "Costruire, costruire, costruire". Oggi nasce il MoVimento 5 Stelle, qualunque cittadino italiano non iscritto a un partito può farne parte.

sabato 12 dicembre 2009

Complimenti al nostro premier

Classifica dei premier europei: Berlusconi ultimo

Di Francesco Costatutti

La cosa positiva è che potrebbe diventare un record, un primato assoluto. Per il secondo anno consecutivo, infatti, Silvio Berlusconi si è aggiudicato l'ultimo posto nella classifica dei capi di stato e di governo dell'Unione europea redatta da Eurotribune.

APPENDICE

Non vi è alcun dubbio che nell’analisi di pregi e difetti elaborata da Eurotribune, composta dagli inviati ed esperti delle maggiori agenzie di stampa e testate europee, anche se la classifica è prevista per i soli Capi dei Governo dei 27 membri della Comunità Europea, chiunque leggerà gli esiti, di riflesso assocerà ai classificati anche le popolazioni che da questi sono governate, il Sig. Berlusconi devrà assumersi tutte le responsabilità se l’Italia con il suo Governo ha conquistato una considerazione di paese da terzo mondo, le accuse ad altri di essere i responsabili delle continue figuracce che fa il paese Italia, Berlusconi se le deve attribuire solo ed esclusivamente a se stesso.